domenica 29 dicembre 2019
sabato 28 dicembre 2019
QUADERNI N. 1 DEL 2019 SOMMARIO E NOTA REDAZIONALE
Anno LXXX, Supplemento XI, 2019, n. 1,
11° della Rivista “Quaderni”
indirizzo:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
Editoriale del Presidente. Carlo Maria Magnani: ………………………………………………… ….Pag.5
In vista della Giornata del decorato. Torino 5-6 aprile 2019……………………………………………………Pag.5
IL MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA
APPROFONDIMENTI
Alessia Biasolo, La causa dello sfacelo secondo Mussolini………………………………………………..…..Pag. 11
Massimo Coltrinari, La battaglia di Caporetto e la promessa del Re. La questione agraria
Una storia italiana…………………………………………………………………………..………….... Pag.15
DIBATTI
Marco Gioacchini, Considerazioni sul contributo degli I.M.I. all’industria tedesca:1943-1945 ……….... Pag.23
Giovanni Cecini, Il militare Alberto Sordi di celluloide. ”La Grande Guerra e “Tutti a casa”……………. Pag.49
ARCHIVIO
Massimo Baldoni, Manfredo Fanti, dalla congiura conto il Duca a fondatore del Regio Esercito Italiano.. Pag.61
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Chiara Mastrantonio, Il sacrario delle Fosse Ardeatine. Una lettera interessante.……………………….... Pag.73
Posteditoriale: Antonio Daniele, Il …………………………………..…………………………………………….Pag. 91
IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI
GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE
Antonio Trogu, Civil-military cooperation: Definition. Purpose ad Situation…………………………………….……Pag. 95
SCENARI, REGIONI, QUADRANTI
Federico Salvati, Chi ha paura dell’orso Russo? (parte I)………………………...................................………………Pag. 103
Segnalazioni Librarie. ……………………………..…………………………………….……………...………... Pag.111
Autori. Hanno collaborato a questo numero.…………....…………………………………………………………..Pag.112
Articoli di Prossima Pubblicazione…………………..……………………………………………….…………… Pag.112
• CESVAM NOTIZIE
Centro Studi sul Valore Militare……………………………………………..…………………………..………………….Pag. 113
•
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 6°, VIII, 2018, Settembre 2018, n. 33……………………… Pag.117
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 6°, IX, 2018, Ottobre 2019, n. 34…………………….………..Pag.118
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 6°, X, 2018, Novembre 2019, n. 35………………………….. Pag.121
PER FINIRE
Massimo Coltrinari, Il Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre…...
Nota redazionale
L’inizio di ogni anno è sempre utile per tracciare un programma preventivo di quanto si vuole fare in merito alle attività editoriali del CESVAM. Iniziamo con la Rivista, questa rivista, QUADERNI del Nastro Azzurro che sta attraversando un momento di crescita tanto interessante quanto difficile. Si è adottata per lei una linea editoriale basata sui contributi dei frequentatori del Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960. Il Master ha preso avvio in questi mesi e promette bene, ma ancora i frequentatori sono nella impossibilità di collaborare con la rivista. Si pensa che lo saranno al memento della richiesta della Tesi, che presumibilmente avverrà dopo l’estate prossima in quanto la sessione autunnale di discussione sarà a novembre. Per quella data forse avremo i primi contributi. Quindi fino al n. 4 del 2019 è difficilmente prevedibile contributi dei frequentatori. Quindi la line editoriale sarà quella fin qui adottata, volta a focalizzare alcuni aspetti del Valore Militare come fattore immateriale di ogni strategia. Nel frattempo è in pieno approntamento il n. 3 del 2019 che sarà dedicato completamente alla presentazione delle attività del CESVAM, che attualmente attivano quindici comparti.
Altra indicazione che si vuole fare è la partecipazione del CESVAM a due principali attività che la Presidenza del Nastro Azzurro ha in animo di attuare: La Giornata del Decorato a Torino il prossimo 5 aprile e il 6° Incontro “Avversari ieri, amici oggi” che si terrà in Italia nel mese di giugno. Il CESVAM vi parteciperà, a concorso delle attività con un convegno, come prassi, per la Giornata del decorato, che sarà la continuazione come tema scientifico di quello della Giornata del Decorato 2018, ovvero sarà dedicato allo studio del valore militare e la crisi armistiziale del settembre 1943. Per l’incontro con gli amici della Croce Nera d’Austria è in programma una conferenza dedicata all’opera di ricostruzione del Regio Esercito all’indomani della fine della grande guerra per il ripristino degli argini dei fiumi e delle strade e dei ponti, sia ordinari che ferroviari per riportare alla regolarità la viabilità sconvolta dalle operazioni di guerra.
Sotto il profilo della pubblicazione di volumi, in questa primavera dovrebbero vedere la luce il volume dedicato al 1866, dal titolo “Quattro Battaglie per il Veneto”, dedicato alla Storia del Risorgimento, il primo volume dedicato alle operazioni sul litorale laziale, ovvero allo sbarco di Anzio, e ai volumi dedicati alle leggi raziali del 1938, oltre al completamento del Dizionario minimo della Grande Guerra.
Una prospettiva, quella descritta, estremamente impegnativa, che vede il CESVAM impegnato in tutte le sue risorse. E’ un aspetto, questo, di interpretazione operativa dell’Istituto del Nastro Azzurro come ente morale, ovvero come quel soggetto che si adopera per diffondere nella società i valori raccolti nello Statuto. Rimane sullo sfondo l’altro aspetto, quello associativo-combattentistico, che viene lasciato completamente in mano alle attività delle altre componenti dell’Istituto, prime fra tutte le Federazioni Regionali.
mercoledì 25 dicembre 2019
Gli Ex nemici. Alleati a condizione
LA GUERRA DI LIBERAZIONE
La coalizione hitleriana
Il nemico
Può sorprendere che fra i nemici
della Guerra di Liberazione si pongo i paesi delle Nazioni Unite. La propaganda
e la voce popolare li chiamarono da subito “i liberatori”. Essi erano
espressione di nazione democratiche e libere, assetti politici a cui aspiravano
i migliori esponenti della Guerra di Liberazione. Ma anche loro portavano
avanti delle politiche che limitavano l’azione degli Italiani. Tutto era subordinato
ai loro interessi militari e politici, presenti e futuri. Quello che veniva
concesso era solo in misura adeguata a questi interessi. Per comprendere come
la Guerra di Liberazione è una guerra degli Italiani che dovevano riconquistare
la dignità di un popolo e un posto tra le nazioni dopo le nefandezze del
fascismo (aggressione all’Etiopia, invasione dell’Albania, invasione della
Jugoslava, occupazione dei territori dei Balcani ecc.). E le prove da superare
furono dure. Ad esempio al momento della costituzione dei Gruppi di
Combattimento, nell’estate del 1944, queste formazioni di livello divisionale
non ebbero il nome di divisione; non ebbero nemmeno in dotazione forze corazzate,
solo fanteria e artiglieria e supporti. Questo perchè senza forze corazzate non
si poteva al tempo conseguire nessuna vittoria su ampia scala; le forze
italiane dovevano essere sempre a supporto e sostegno delle forze alleate, in
particolare di quelle del Corpo Polacco in cui erano inserite. Non si voleva
che successi colti sul campo da truppe italiane, potessero essere presentati al
tavolo del Trattato di pace in misura superiore a quella desiderata,
soprattutto dai britannici. E questo è una costante per il I fronte della
Guerra di Liberazione. Per il II Fronte, basti ricordare il celebre Proclama di
Alexander del novembre 1944, che invitava i “ribelli” a ritornare a casa. Un
assist per i nemici della Guerra di Liberazione di gran rilievo che si può
comprendere solo se si adotta l’approccio da noi proposto.
martedì 17 dicembre 2019
La Coalizione Hitleriana e la Repubblica Sociale Italiana
LA GUERRA DI LIBERAZIONE
La coalizione hitleriana
Il nemico
![]() |
| Badoglio, Capo del Governo Italiano |
Se la Germania aveva deciso di
attaccare l’Italia e considerava il Regno d’Italia un nemico tutti coloro che
erano suoi alleati, si allinearono a questa scelta. Quindi la coalizione
hitleriana, che in rapida sintesi vedeva la Francia di Vìchy o quello che
rimaneva, il Belgio, la Norvegia di Quilisng, l’Ungheria, La Romania, la
Croazia degli ustascia di Pavlicic, e gli altri movimenti nazisti di Europa, seguì
Berlino. E’ importante sottolineare l’esistenza di questa coalizione con i suoi
esponenti ed i suoi regimi in quanto anche in Italia sorse un movimento che vi
partecipò. Ovvero quegli italiani che nel momento delle scelte all’indomani
della proclamazione dell’armistizio rimasero fedeli alla vecchia alleanza. I
modi che scelsero furono diversi, e li vedremo in seguito, ma qui si può dire
che questi fedeli alla vecchia alleanza scelsero di entrare nell’esercito
tedesco sia come combattenti che come ausiliari, in quado stanchi e delusi dal
fascismo, oppure nelle organizzazioni del lavoro tedesche come la Todt, o
preferirono lavorare nella industria tedesca (dei 795.000 soldati disarmati ed
internati, ben 150.000 optarono per queste soluzioni), mentre i rimanenti
aderirono al risorto fascismo. Proprio dalla scelta dei fedeli alla vecchia
alleanza per il risorto fascismo sta la prova che il fascismo movimento ed il
fascismo regime aveva completamente fallito; non per altro il 25 luglio
dimostra che questo fallimento, decretato dagli stessi gerarchi del Gran
Consiglio era già avvenuto nella coscienza di molti. Nasci così la Repubblica
Sociale Italiana, che Mussolini fonda il 23 settembre 1943 3 che si colloca
nella coalizione hitleriana in quanto agirà nei limiti e nei modi che i
tedeschi permetteranno. Entrando nella coalizione hitleriana la repubblica
sociale italiana si colloca tra i “nemici” della Guerra di Liberazione, sia su
un piano strettamente ideologico, anche su un piano appunto sociale, volendo
portare avanti politiche economiche di stampo socialista che sono innovative
rispetto al vecchio fascismo.
martedì 10 dicembre 2019
Germania, l'ex alleata.
LA GUERRA DI LIBERAZIONE
La coalizione hitleriana
Il nemico
Per gli Italiani iniziava quello
che abbiamo definito il momento delle scelte, ovvero decidere da che parte schierarsi,
dalle cui scelte si formarono i cinque fronti della Guerra di Liberazione. Una
guerra che avrebbe deciso il futuro del Paese. Come ogni guerra vi era il
nemico.
Nella condizione in cui si trovava
l’Italia e gli Italiani nel settembre
1943 i nemici non erano due, ma in un concetto molto più ampio, erano tre.
Il primo nemico era la Germania,
che combatteva la sua guerra per un ordine nuovo e, vista la scissione tra
l’alleato fascismo italiano e la monarchia, con cui aveva combattuto per oltre
39 mesi, ora vedeva l’Italia come un nemico individuato nel Re e nel suo
governo che furono oggetto di estremo disprezzo, tanto da definire coloro che
obbedivano al Re ed al suo governo, che era pur sempre l’espressione
istituzionale di un Paese sovrano, come “badogliani”, cioè “traditori”. La
Germania interpretò a suo modo la vicenda armistiziale, ma dal punto di vista
del Diritto Internazionale non vi è nessuna cesura tra il regno d’Italia e
quello che espressioni improprie chiamano il Regno del Sud. Vittorio Emanuele III
era il Re d’Italia e come tale continuava ad esistere, pur governando solo
quattro provincie. Un qualcosa di più, però, della regina d’Olanda, del re di
Norvegia, che nel 1940 si rifugiarono Londra con il loro stato occupato; e
sempre qualcosa di più del re di Danimarca e del re del Belgio che rimasero
nelle loro paesi.
Il voler uscire dall’alleanza da
parte della monarchia Italia, che tre mesi prima si era sganciata dall’alleanza
con il movimento fascista contratta nel 1922, e durata attraverso il regime
fascista non fu accettato dalla Germania che reagì occupando il territorio
italiano, prima in maniera subdola, dalla caduta del fascismo in poi, poi con
brutalità e odio al momento dell’annunzio dell’armistizio. Una azione di pura
forza che pone la Germania nel campo dei “nemici” dell’Itala, e la monarchia,
anche con tutto il suo passato, la sua adesione al fascismo, sia movimento che
regime, nel campo di coloro che, non accettando questa prova di forza e
l’occupazione tedesca, si iscrisse di fatto e di diritto nei componenti della
Guerra di Liberazione.
Scrive Elena Aga Rossi:
“A lungo la storiografia ha semplificato la ricostruzione del periodo successivo
all’8 settembre utilizzando la contrapposizione fascismo-antifascismo come unica
chiave interpretativa di quegli avvenimenti (che nel nostro approccio
significa il momento delle scelte. n.d.a) sostituendo
alla complessità dei casi una visione unilaterale ed inadeguata a capire cosa
fosse realmente successo. Invece la scelta di combattere i tedeschi fu per lo
più determinata non dall’ideologia politica ma dal senso del dovere, dall’onore
militare e dall’orgoglio nazionale”[1]
Non per altro si parla di Secondo
Risorgimento per gli Italiani che fecero questa scelta, nel solco della
opposizione al tedesco con temi risorgimentali per riavere un Italia, prima,
per poi avere un Italia con aggettivi, dopo.
[1]
Aga- Rossi E., La Resistenza dei militari
nei Balcani, in Ceci L. (a cura di) La
Resistenza dei Militari, Roma, Annali del Dipartimento di Storia 2,/2006,
Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Facoltà di lettere e Filosofia,
Biblink Editori, 2006
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