ALBO D'ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1792 AD OGGI - SITUAZIONE

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Palazzo Salviati. La Storia

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mercoledì 12 marzo 2014

Il Mondo Militare e La Donna. CASD Marzo-Maggio 2014



Si pubblic ail programma porposzo, in bozza, del ciclo di conferenze proposto al Personale civile del CASD, nell'ambito del Progetto Biblioteca

COVERSAZIONI
 Massimo Coltrinari

Tema   “Il Mondo Militare e la donna”

Le conversazioni si sviluppano su tre incontri distinti:

  1. Il Mondo Militare e la donna nel secolo lungo. Febbraio
  2. Il Mondo Militare e la donna nel secolo breve. Marzo
  3. Il valore militare al femminile. Mazo
 
Lineamenti

I Coversazione
Il Mondo Militare e la donna nel secolo lungo.

 1. La Rivoluzione Francese: da servo a cittadino. La donna diviene protagonista
     L’epoca Napoleonica e il ruolo della donna nelle armate napoleoniche
     La formazione dell’elite militare e la donna

 2. La Santa Alleanza: 1815-1848. La negazione del ruolo della donna. Cenni agli eserciti
     degli stati preunitari.
     “ Le Giardiniere” nell’ambito della Carboneria. Le “Aiuole” e le azioni a sostegno dei
     patrioti nella attività clandestina. Le figure di  Camilla Fe Matilde Visconsini
     Dembowski, Bianca Milesi, Maria Fracavalli, Cecilia de Luna

     Serafina Apicella, Santa Diliberto Rosa Donato e l’attività clandestina della Giovane
      Italia

  1. La donna come protagonista del Risorgimento Italiano. Gli aspetti Militari
Le “Crociate” nella Difesa di Venezia 1848-1949. Giulia Calame Maria Degli Usocchi, Annetta Tagluapietra.
Le Cinque Giornate di Millano e le donne sulle barricate. Luigia Battistotti
      “La Bella Gigogin” e Mameli.
       1848-1849. La Repubblica Romana


  1. La spedizione dei Mille: Il ruolo di Rosalie Montmasson. La sua azione tra Francesco
      Crispi, Nicola Fabrizi, i patrioti siciliani e Garibaldi, e le sue gesta sul campo battaglia di
       Battaglia di Calatafimi
      Amonia Masanello e Maria Salasco e la sua azione a Marsala

6        Le figure di spicco: Un risorgimento con i fucile in mano:

Colomba Antonietti, le rose per un soldato, la morte sulla breccia.
Margaret Fuller, un americana a Roma
Anita Garibaldi, la più nota
Cristina Trivulzio di Belgiojoso : “Sempre tornerò a prendere cura del mio paese e a
                                                           rivedere te”
Antonietta de Pace, la salentina innamorata
Clara Maffei, la piccola grande tessitrice
Enrichetta di Lorenzo, la coraggiosa compagna di Pisacane
Sara Levi Nathan, Enrichetta Caracciolo Forino, Jesse White Mario, 
Giuseppa Bolognara Calcagno, Peppa la cannoniera
Giuditta Tavani Arquati, contro il Papa Re e tragica fine.
     
     
Durata delle conversazione:  un ora e quaracinque, con powerpoint.


Seconda Conversazione
Il Mondo Militare e la donna nel secolo breve.

Temi da sviluppare sulla base delle conversazioni precedenti

L’Eredita della Frontiera. La donna con il fucile in mano,a  fianco del Combattente.

La prima Guerra Mondiale:
 Fronte di combattimento: vivandiera, crocerossina, prostituta, spia.
 Fronte intero: dal focolare alla fabbrica. Inizio delle emancipazione

 Tra le due guerre: la donna sempre più in uniforme. Le organizzazioni paramilitari.
 La Seconda Guerra Mondiale: le varie esperienze degli eserciti in campo: “soldate”,  
                                                 “ribelli” “staffette”, “bandite”, “gappiste”, “ausiliarie”:
                                                  il divario di genere inizia a ridursi.

L’Esperienza Italiana: Il Corpo Ausiliario Italiano CAF. Le “Cafine“ dal 1944 ad 1947”

Terza Conversazione:
Il Valore militare al femminile

Da sviluppare sulla base delle conversazioni precedenti:
Il valore militare al femminile
Presentazione delle Medaglie d’Oro al Valore Militare concesse a donne per azioni di guerra dal 1912 al 1945
L’esperienza coloniale
L’esperienza delle portatrici Carniche
Il turbine della seconda Guerra Mondiale. (MOVM Paola Del Din, vivente. disponibile)

Riferimenti
Bibliografia a disposizione.
Per orientamenti ed approfondimenti:
  1. www.coltrinarimassimo.blogspot.com
  2. www.coltrinaristoriamilitare,blogspot.com
  3. www.studentiecultori.blogspot.com
  4.  




Gen. Massimo Coltrinari.
massimo.coltrinari@libero.it

giovedì 6 marzo 2014

Mecozzi: La deriva dell'Aquila Rossa

Amici e sostenitori,
La presente per ricordarVi il prossimo incontro 
CONVERSAZIONI CESMA 
che si terrà giovedì 6 marzo presso la Casa dell'Aviatore.
Come sempre, dopo la conferenza sarà possibile restare a cena dopo l'evento 
(quota di partecipazione 20 Euro).

CESMA

                Logo

--- Invito ---

CONVERSAZIONI
Sulla teoria della guerra, sulla strategia e sulla storia militare.
a cura del Gen. Isp. Basilio Di Martino e del T. Col. Alessandro Cornacchini


L’ultimo Mecozzi: la direttiva Aquila rossa
Verranno svelati e approfonditi i controversi rapporti del generale Mecozzi con lo Stato Maggiore alla fine degli anni 60 legati alla valutazione meditata e circostanziata dell’ultimo lavoro del teorizzatore dell’aviazione d’assalto che nasce e viene proposta dall’autore come una direttiva di forza armata ma verrà poi pubblicata, dopo le prese di distanza dell’Aeronautica Militare, per i tipi della libreria dell’orologio, di proprietà del Mecozzi. Il volume è così presentato: “un libro dottrina di guerra aerea. Un libro su tema militare che interessa soprattutto la incolumità dei non militari”. 

Non solo questo, nella conversazione del 6 marzo, ma anche quanto di attuale vi è nel pensiero del Mecozzi.
relatori:
Gen. B.A. Alberto Rosso e il Gen. D.A. Paolo Mazzi
  
Roma. Casa dell’Aviatore. Viale dell’Università, 20
6 Marzo 2014 (17.00 – 18.30)

Per la partecipazione è gradita la registrazione da effettuare qui – nello stesso modulo si trovano anche gli argomenti e le date delle prossime ‘CONVERSAZIONI.
In caso di difficoltà ad utilizzare il formulario, si possono comunicare i propri riferimenti all’indirizzo email cesma.mil@gmail.com.

.

CESMA - GdC
Dr. Gustavo Scotti di Uccio
Via Marcantonio Colonna 23/25
00192 Roma

mercoledì 26 febbraio 2014

Aggiornamento: NEA AGORA' Telematica

NEA AGORA' TELEMATICA
Magazine telematico di informazione e cultura
www.nea-agora.com

Carissimi amici,
certi di far cosa gradita, desideriamo segnalarVi l'articolo di Silvio 
Nascimben:
E’ tempo di elezioni. Anche nel Grande Oriente d’Italia. Andare “oltre” 
…. senza dimenticare il passato

Troverete inoltre, oltre agli aggiornamenti quotidiani curati dalla 
redazione di Nea Agorà, i seguenti articoli ed approfondimenti culturali:
- Foibe, Gran Maestro Raffi: "Non possiamo dimenticare. Solo così 
l'Inferno non tornerà"
- Fanno i belli con il maggioritario ma continuano a prendere in giro 
gli elettori di Nicola Cariglia
- L'Artico era popolato da bisonti. 10.000 anni fa, c'erano anche mammut 
e fiori
- Complimenti, Cavaliere! Berlusconi ha creato il centrodestra e ora lo 
sta distruggendo di Paolo Francisci
- La politica americana in Afghanistan di Mordechai Kedar
- Gran Maestro Raffi: il 9 febbraio celebriamo la Repubblica Romana. La 
sua Costituzione ancor oggi modello insuperato
- Obesita: il mentolo aiuta a bruciare grassi
- Grillo e in corso un colpo di Stato la Boldrini si dimetta
- Bere troppo accelera perdita memoria in uomini mezza eta'
-Task force internazionale contro gli asteroidi. Il primo incontro il 6 
febbraio a Damstadt
- L’Italia: una politica estera senza bussola! di Sergio Casprini
- Eravamo alla frutta. Secca. Ma forse dopo ci toccherà il dessert…di 
Carla Ceretelli
- Lettera aperta alla Gazzetta del Sud. Il Gran Maestro Gustavo Raffi 
risponde al sindaco di Messina
- Ma quale ultima spiaggia! Questa è l’ultima bufala di Nicola Cariglia

Cogliamo l'occasione per salutarvi ed augurarVi una buona lettura 
ricordandoVi di non farci mancare i vostri preziosi consigli e suggerimenti.

La redazione di Nea Agorà Telematica

martedì 11 febbraio 2014

Palazzo Salviati. Atrio La Lupa Capitolina

Nell’atrio di Palazzo Salviati è esposta una copia della Lupa Capitolina, di fattura etrusca,  a cui il Pollaiolo aggiunse in epoca rinascimentale i due gemelli, Romolo e Remo. Il legame forte che persiste tra Palazzo Salviati e Roma, anche esaltato durate la vita e permanenza a Palazzo del Collegio Militare (1883-1943), impone di aprire questo nostro lavoro su un breve exursus sulle origini di Roma.
Molte sono le possibilità di scelta, o se si preferisce, le vie che possono essere percorse per attuare quanto sopra. La scelta è caduta su un opera “L’origo gentis Romae” che ci è parsa estremamente significativa ai nostri scopi. Si tratta di un breve studio di carattere storiografico narrante le origini più remote di carattere storiografico a cavallo tra storia e mitologia., i cui estremi di narrazione sono, all’inizio, Saturno e la sua figura, ed alla fine, Romolo e quello che significa.

L’Historia tripartita di Sesto Aurelio Vittore[1] è composta da quattro brevi opere storiche che gli sono state attribuite anche se con forti dubbi; esse sono nell’ordine: Origo gentis Romanae, che ne costituisce la prima parte,, il Liber De viris illustribus Romae, il Liber De Caesaribus, che rappresenta la sua opera principale, ed anche sicuramente scritta da Vittore, nota anche col titolo di Historiae abbreviatae. Infine si può citare il   De Vita et Moribus Imperatorum Romanorum excerpta ex Libris Sex. Aur. Victoris.[2]
Nei paragrafi in cui l’opera si articola vi è tutto il percorso della origine dei Romani. Nella introduzione, la disputa sul primato di Giano su Saturno  come primi ad arrivare in Italia dall’Oriente, con l’indicazione delle usanze da loro introdotte (Paragrafo 1-3); In una versione sull’origine postdiluviana degli “aborigini” del Lazio governati prima da re Pico e poi da Fauno (Paragrafo 4.5); narrazione delle origini del re Evandro, delle origine italiche di Ercole, con la storia di Ercole stesso e Caco (Paragrafo 6); con nei successivi altre versioni della presenza di Ercole in Italia (Paragrafo 7-8); diverse versione della fuga di Enea da Ilio, con note su Latino, figlio di Fauno e la contemporaneità di eventi con la guerra di Troia (Paragrafo 9); poi riassunto degli eventi narrati nell’Eneide con una selezione di dati etnografici e geografici (Paragrafi 10-13); vittoria di Enea e le lotte per la supremazia territoriale, con il rapimento in cielo di Enea (Paragrafo 14); successione di Adascanio che succede al padre; Lavinia e suo figlio Silvio Postumo e gli accordi con Ascanio per la fondazione di Alba (Paragrafo 15-17); la successione di Re di Alba, a Silvio succede Aventino a cui succede Proca che lascia come coeredi Numitore e Amulio (Paragrafo 18-19); note sulle vicende legate alla salita al potere di Amulio, con la eliminazione di rea Silvia e dei gemelli Romolo e Remo, ed il loro salvataggio (Paragrafo 20-21); versione dell’origine leggendaria dei Lupercalia (paragrafo 22) ed infine le versioni diverse sulla scelta del luogo di fondazione di Roma e sulla disputa tra Romolo e Remo (Paragrafo 23) 
L’opera è datata 360 d.c., mentre per quanto riguarda datazione effettiva tramite dei termini ante quem la critica si è scontrata con problemi grandissimi.  Ormai la critica moderna è concorde che “L’Origo gentis Romanae” sia stata scritta da un autore non identificabile diverso sia dagli autori delle altre due opere sia dall’deatore del corpus, autore di un brano di connezzione tra l’Origo e il De viris illustribus


La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C. (Natale di Roma) dallo storico latino Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall'astrologo Lucio Taruzio.[1] Altre leggende, basate su altri calcoli indicano date diverse.
I Romani avevano elaborato un complesso racconto mitologico sulle origini della città e dello stato; il racconto ci è giunto con le opere storiche di Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plutarcoe le opere poetiche di Virgilio e Ovidio, quasi tutti vissuti nell'età augustea. In quest'epoca le leggende, riprese da testi più antichi, vengono rimaneggiate e fuse in un racconto unitario, nel quale il passato viene interpretato in funzione delle vicende del presente.
I moderni studi storici e archeologici, che si basano su queste e su altre fonti scritte, nonché sugli oggetti e sui resti di costruzioni rinvenuti in vari momenti negli scavi, tentano di ricostruire la realtà storica che sta dietro il racconto mitico, nel quale man mano si sono andati riconoscendo elementi di verità. Secondo la storiografia moderna, Roma non fu fondata con un atto volontario, invece nacque, come altri centri coevi dell'Italia centrale, dalla progressiva riunione di nuclei abitati sparsi, fenomeno detto sinecismo (ipotesi dell'origine per sinecismo).



[1] Africano, nacque di umili origini e salì la scala sociale grazie ai suoi assidui studi; Ammiano Marcellino lo definisce «uomo degno d'essere imitato per la sobrietà di vita».Fu autore di una storia romana pubblicata nel 361 circa, di cui Sofronio Eusebio Girolamo chiese una copia a Paolo di Concordia. Conobbe a Sirmio l'imperatore Giuliano, il quale proprio nel 360 contese il regno al cugino Costanzo II; nel 361, morto Costanzo, Giuliano fece venire Vittore da Sirmio a Naisso, dove gli conferì l'incarico di consolare della Pannonia secunda oltre ad onorarlo con una statua di bronzo. Nel  389 fu praefecturs urbi di Roma.
[2] Nei suoi scritti l'interpretazione dei fatti è filtrata in Aurelio Vittore dalle posizioni conservatrici e anticristiane dell'aristocrazia romana con una sentita adesione alle posizioni filo-senatoriali. Proprio al Senato Romano l'organismo politico che fu simbolo della grandezza di Roma egli si sente vicino, se non per origini, certo per comunanza di pensieri

martedì 4 febbraio 2014

Europa. Problemi irrisolti per la Difesa

Unione europea
Nessun copione per sicurezza e difesa comune
Federico Santopinto
07/01/2014
 più piccolopiù grande
Solo una etichetta che fa sperare in progressi futuri. Questo il peso dedicato alla politica europea della difesa. Ufficialmente doveva essere la grande protagonista dell’ultimo consiglio europeo, ma nei fatti è rimasta in un angolo.

I capi di stato e di governo dell’Unione europea (Ue) non sono ancora pronti per affrontare un nuovo dibattito strategico riguardo all’Europa della difesa. Forse non hanno torto: prima di sancire quale strategia collettiva l’Unione dovrebbe seguire tramite la sua politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc), sarebbe opportuno che chiarissero che cosa aspettano individualmente da essa. Una certa confusione esistenziale sembra persistere in materia e questo ben più nelle capitali nazionali che a Bruxelles.

Rischio marginalizzazione
Lo studio National Visions of EU Defence Policy - Common Denominators and Misunderstandings, recentemente pubblicato, ha quindi tentato di invertire l’approccio comunemente utilizzato nell’ambito del dibattito strategico sulla Psdc.

Invece di identificare, a Bruxelles, i valori e gli interessi comuni che potrebbero cimentare una nuova strategia europea globale, lo studio si è focalizzato sulle politiche individuali che sette paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Polonia e Svezia) intendono perseguire, a partire dalle proprie capitali, attraverso la Psdc.

Quest’ultima non è quindi considerata come un fine in sé o come un progetto collettivo, ma come un mezzo al servizio degli interessi e delle visioni puramente nazionali dei paesi considerati.

A prima vista i risultati dell’inchiesta sembrano sorprendenti. La maggior parte delle élites intervistate riconoscono, assai preoccupate, che senza maggiore integrazione, i loro rispettivi paesi sono destinati a essere marginalizzati e a diventare irrilevanti. Britannici a parte, tutti invocano, sospirando, l’Europa e la sua Psdc.

Divergenze tra Francia e Germania
Ovviamente i buoni propositi nascondono una realtà più complicata. Lo studio infatti mette in risalto due malintesi di fondo sull’essenza stessa della Psdc. Il primo riguarda le divergenze in materia di culture strategiche, soprattutto tra Francia e Germania.

Il problema non è certo sconosciuto: una ricca letteratura esiste già in materia. Tuttavia le diverse culture strategiche non possono, da sole, spiegare tutto. Esse appaiono come strettamente legate a un altro malinteso di fondo emerso dall’inchiesta che riguarda questa volta l’attitudine che gli stati membri hanno, tramite la Psdc, nei confronti del processo di integrazione europea.

Il legame tra la Psdc e l’integrazione europea è un tema molto meno dibattuto, e probabilmente anche più delicato. Sono di nuovo le divergenze tra Francia e Germania a schematizzare meglio l’equivoco.

Questi due paesi infatti, percepiscono in modo assai diverso il ruolo ed il senso dell’Europa della difesa nel contesto dell’Ue. Per Parigi, la Psdc è prima di tutto uno strumento al servizio degli stati nazione per rafforzare e coordinare le loro capacità di proiezione nel mondo e solo marginalmente uno strumento per approfondire l’integrazione europea.

Promuovere l’Europa della difesa come lo ha spesso fatto la Francia non vuole automaticamente dire sostenere l’integrazione europea, intesa in un senso qualitativo del termine.

Visione intergovernativa
Sotto questo punto di vista Parigi alimenta un’ambiguità storica rimasta immutata sin dal 1953, quando affossò la Comunità europea di difesa. Ancora oggi conserva una visione rigidamente intergovernativa della Psdc, e rimane strettamente legata ad una sacralizzata “souvraineté nationale”.

Il libro bianco adottato nel 2013 dalla presidenza Hollande del resto non lo nasconde, quando afferma che la Francia deve mantenere la sua capacità di entrare per prima in un teatro di crisi. Prima degli altri quindi, inclusa ovviamente l’Ue.

Al contrario, la Germania - come la Spagna e l’Italia - ha storicamente inteso l’Europa della difesa come uno strumento di integrazione e razionalizzazione intra-europea e solo in misura minore come un vettore di proiezione della potenza oltre i confini del continente.

Certo, non sempre le autorità tedesche si sono comportate in modo coerente con tale principio, ma questa impostazione di fondo rimane ancora oggi presente a Berlino, malgrado la sfiducia crescente nel progetto europeo.

Direzione cercasi 
Così, l’idea, oramai diffusa a Parigi, secondo la quale la reticenza di Berlino allo spalleggiare militarmente la Francia in giro per il mondo siano sintomi di un disinteresse crescente nei confronti della Psdc è il frutto di un malinteso.

La Germania non è più o meno disinteressata della Francia in materia. Semplicemente, attraverso la Psdc guarda in una direzione diversa: se Parigi guarda oltre le frontiere europee (ma pur sempre in termini nazionali), Berlino volge la testa verso Bruxelles, forse un po’ sonnecchiando.

Quanto al Regno-Unito, si sa, guarda all’insù fischiettando.

Difficile, in questo contesto, capire in quale direzione strategica l’Ue si dovrebbe incamminare. Prima di discuterne a Bruxelles, gli stati membri dovrebbero accordarsi su quale sia la ragion d’essere di questa politica alla luce del processo di integrazione europea.

In fondo l’Ue è un progetto politico di integrazione, del quale la Psdc dovrebbe far parte.

Federico Santopinto è ricercatore presso il Groupe de recherche et d'information sur la paix et la sécurité (Grip) di Bruxelles, e uno degli autori di "National Visions of EU Defence Policy - Common Denominators and Misunderstandings".
- See more at: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=2495#sthash.l004gf38.dpuf

lunedì 27 gennaio 2014

Aperti per Voi. Note

Gentili volontari,
anche a seguito di alcune segnalazioni da parte del personale di biglietteria Zetema e della Dott.ssa Camardo, volevo ribadire alcuni compiti dei volontari presso il sito di Massenzio:

1.       Nessun visitatore può accedere al Sito senza aver acquistato il biglietto di ingresso; questo perché con l’emissione del biglietto il visitatore viene coperto da assicurazione.
Compito del volontario è informare il visitatore che volesse entrare, anche per scattare solo alcune foto, che è necessario pagare un biglietto;
2.       I visitatori non possono sedersi sui ruderi, compito del volontario è di invitare ad alzarsi; è quello che faremmo comunque come cittadini.
3.       Il volontario se vuole può segnalare ai visitatori che è visitabile solo il Circo di Massenzio,  astenendosi però da commenti con gli stessi sull'eccessivo prezzo del biglietto stante la chiusura del Mausoleo e della Villa.
Vi ricordiamo che, a seguito delle dichiarazioni dell’assessore alla cultura Barca, il Mausoleo di Romolo e la Villa apriranno il prossimo 11 marzo.
A breve avremo un incontro con i responsabili del Sito per concordare le modalità di visita alle aree che verranno aperte.

Infine, come molti di voi sapranno, la convenzione con il Comune di Roma relativa ai siti di Massenzio e delle Mura è stata prorogata al 31/03/2014.
Purtroppo non abbiamo informazioni sulla prosecuzione del Progetto Aperti per Voi con il Comune di Roma; sappiamo che è prevista l’uscita di un bando per gestire i vari Siti, questo perché per motivi di trasparenza non si possono dare affidamenti diretti.
Nel frattempo non possiamo fare molto più di quello fatto finora. Abbiamo dimostrato che è possibile, con la partecipazione attiva, essere protagonisti di una esperienza più che positiva.
Vi terrò ovviamente informati sulle novità.
Un caro saluto
Anna Di Paolo
Coordinamento Progetti Speciali
Volontari per la Cultura


Viale Giulio Cesare 100 - 00192 Roma
tel. 06 36005281
cel. 348 8901116
apertipervoiroma@gmail.com

www.touringclub.it

martedì 21 gennaio 2014

Notizie dall'Istituto Affari Internazionali

21 gennaio, Roma: seminario su "Dopo il referendum: la costituzione egiziana del 2014" con Gianluca Parolin, American University in Cairo
»  Programma
»  Scheda di registrazione

25 gennaio, Torino: riunione del gruppo consultivo di cittadini nell'ambito del progetto New Pact for Europe, in collaborazione con Centro Studi sul Federalismo

27 gennaio, Milano: convegno su “Quale futuro per l’Europa della difesa?”, in collaborazione con ISPI
» Programma/scheda di registrazione

28 gennaio, Roma: convegno sulla gestione della crisi dei debiti sovrani, in collaborazione con il Centre for International Governance Innovation (CIGI), Waterloo, Canada

30-31 gennaio, Roma: conferenza su "The EU, regional integration and conflict resolution" nell'ambito del progetto europeo Regioconf


Eventi recenti

20 dicembre, Roma: “Verso la ripresa? Rischi e opportunità del ciclo economico internazionale”:conferenza nell’ambito del ciclo “Il futuro dell’economia europea”, con la partecipazione di Pier Carlo Padoan
» Immagini 
» Video

18 dicembre, Roma: ”Azerbaijan and the Southern Gas Corridor: A transatlantic perspective”,convegno nell’ambito del progetto “Azerbaijan, Caucasus and the EU: Towards close cooperation?”
» Immagini

17 dicembre, Roma: "Europa, alleanze, interesse nazionale: l'opinione degli italiani sulla politica estera": presentazione di un sondaggio IAI-Università di Siena sulla politica estera italiana
» Rassegna stampa» Immagini

12 dicembre, Roma: conferenza conclusiva del ciclo IAI-Consules su “La politica estera italiana"

10 dicembre, Berlino: expert workshop su: "A comprehensive fiscal union or Lisbon with sticks and carrots?", in collaborazione con Ecfr

6 dicembre, Roma: incontro con Alex Petriashvili, ministro della Georgia per l’integrazione europea ed euro-atlantica su “Georgia’s regional policy and its relations with the EU after the Vilnius Summit”
» Rapporto, video

5 dicembre, Londra: convegno nell’ambito del progetto “Global Turkey in Europe” su "Turkish-European energy relations" e "Turkey as a regional energy hub"


Notizie dell'Istituto 

Ricerca: il 22 gennaio sarà lanciato in un seminario a Vienna il nuovo progetto IAI "Eden" sulla difesa dai rischi e dalle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (Cbrn)
» Comunicato stampa

Su IAIChannel
Video degli interventi di
Pier Carlo Padoan, Emanuele Baldacci, Lorenzo Bini Smaghi,  Paolo Guerrieri, sulla crisi economica





Pubblicazioni

The International Spectator, 4/2013
» focus su "Arab Islamist Parties and Power"
» articolo on-line: Playing with fire. The Muslim Brotherhood and the Egyptian Leviathan, di D.Pioppi
» focus su "Civil Society and Global Politics"

Saggi IAI su paesi arabi
» Moroccan exceptionalism examined: constitutional insights pre- and post-2011, di M.Hashas
» Tunisia's constitutional process: hurdles and prospects, di D.Pickard
» Economic and social policies in post-Mubarak Egypt, di M.C.Paciello

Saggi IAI su rapporti transatlantici
» Il Partenariato transatlantico su investimenti e commercio: presupposti e prospettive, di R.Alcaro e A.Renda
» Focus euroatlantico, n. 4 (settembre-novembre 2013)

Saggi IAI su futuro dell'Ue
» La cooperazione nella difesa e il Consiglio europeo di dicembre: la situazione e le opzioni per l'Italia, di A.Marrone e A.Ungaro
» Shaping the future: Europe's new voices, a cura di C.Rosselli
» Eurocriticism: the Eurozone crisis and anti-establishment groups in Southern Europe, di T.Dokos et al.
» European fiscal and monetary policy: a chicken and egg dilemma, di M.Emerson e A.Giovannini

AffarInternazionali.it
» Caso Telecom, Medioriente, Ucraina, immigrazione

OrizzonteCina
» Governare lo sviluppo tra nuove idee e vincoli sistemici

IndiaIndie
» n. 4-5, dicembre 2013: La crisi agraria nell'India di oggi, di P.Jha

Osservatorio sulla difesa europea
» novembre 2013, a cura di A.Ungaro e T.De Zan

Monografie 
» Gli italiani e la politica estera, a cura del CIRCaP

Guarda tutti i video e le interviste suIAI Channel

venerdì 17 gennaio 2014

INCONTRI E VISITE CULTURALI DAL 18 GENNAIO AL 1 FEBBRAIO

Attività organizzate dall'Associazione Info.roma.it

sabato 18 gen. ore 15.30 | Passeggiata nel Sant'Angelo: Il rione del Ghetto di Roma (partecipazione ad offerta libera)
sabato 18 gen. ore 16.00 | Sotterranei di San Clemente: La basilica Paleocristiana, la Zecca imperiale ed il Mitreo
sabato 18 gen. ore 16.00 | Accademia Nazionale di San Luca: Palazzo Carpegna e la Galleria dell'Università delle Arti di Roma
domenica 19 gen. ore 10.30 | Cézanne e gli artisti italiani del XX secolo: Mostra al Vittoriano
domenica 19 gen. ore 11.00 | Stadio di Domiziano: Nuovo gruppo !!!.
domenica 19 gen. ore 16.00 | Santissimo nome di Gesù: La chiesa madre dell'ordine dei Gesuiti

sabato 25 gen. ore 10.30 | Palazzo della Cancelleria: La dimora del Cardinale Raffaele Riario

sabato 25 gen. ore 15.00 | Basilica dei Santi Cosma e Damiano in via sacra: La diaconia al foro romano · Novita' !!!
sabato 25 gen. ore 15.30 | Case romane al Celio: Sotterranei di Santi Giovanni e Paolo
domenica 26 gen. ore 09.15 | Palazzo del Quirinale: Da sede estiva dei pontefici a simbolo della Repubblica
domenica 26 gen. ore 10.00 | Museo del Teatro Argentina: La storia del teatro romano
domenica 26 gen. ore 11.00 | Ipogeo di via Livenza: Battistero pagano o paleocristiano?
domenica 26 gen. ore 15.30 | Cézanne e gli artisti italiani del XX secolo: Mostra al Vittoriano
domenica 26 gen. ore 15.30 | Carcere Mamertino e Tulliano: La prigione di San Pietro e dei nemici di Roma
domenica 26 gen. ore 16.30 | Centrale Montemartini: La sezione dei Musei Capitolini all'Ostiense

sabato 1 feb. ore 11.00 | Museo della Civiltà Romana: Il Grandioso Plastico di Roma Imperiale

sabato 1 feb. ore 15.30 | Casino dell’Aurora Pallavicini: La splendida loggia di Palazzo Pallavicini Rospigliosi al Quirinale
domenica 2 feb. ore 11.00 | Museo dell'Alto Medioevo: L'Opus Sectile dalla Domus di Porta Marina
domenica 2 feb. ore 16.00 | Gemme dell'Impressionismo: Dipinti della National Gallery of Art di Washington
domenica 2 feb. ore 16.00 | Pantheon: Il Tempio Adrianeo e la Basilica di Santa Maria ad Martyres

sabato 8 feb. ore 15.00 | Sotterranei di San Giovanni in Laterano: La domus della gens Laterani e la Caserma degli Equites

martedi 11 feb. ore 11.00 | Casa dei Cavalieri di Rodi al Foro di Augusto: La sede dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme
sabato 15 feb. ore 11.00 | Santa Passera alla Magliana: La chiesa e l'oratorio medievale sotterraneo
domenica 16 feb. ore 11.00 | Gemme dell'Impressionismo: Dipinti della National Gallery of Art di Washington

sabato 22 feb. ore 11.00 | San Lorenzo in Palatio: Scala santa, Sancta Sanctorum e sotterranei


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martedì 14 gennaio 2014

Aggiornamento. La crisi in Europa

Contratti per la crescita e la competitività
Nuovo tassello contro la crisi dell’eurozona 
Ferdinando Nelli Feroci
30/12/2013
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Sia pure in sordina, e nella disattenzione dei media impegnati a commentare il completamento dell’Unione bancaria, il Consiglio europeo ha messo in cantiere un altro tassello della riforma della “governance” economica europea, definendo i principi ispiratori dei cosiddetti partenariati o contratti per la crescita.

Si tratta di uno strumento dai contorni ancora non ben definiti che dovrebbe migliorare/rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nazionali, con l’obiettivo di stimolare competitività e ridurre rischi futuri di squilibri macro-economici eccessivi fra i paesi dell’eurozona.

Coordinamento necessario
L’idea ha preso forma al Consiglio del 19 e 20 dicembre, ma era stata evocata per la prima volta nel rapporto dei quattro presidenti sulla riforma dell’unione economica e monetaria. Era stata poi accantonata in attesa delle elezioni tedesche, aspettando che maturassero le condizioni politiche per un accordo almeno di principio.

Era stata più di recente rilanciata dalla cancelliera tedesca che non ha mai fatto mistero di considerare proprio gli squilibri eccessivi e i differenziali di competitività (fra paesi appartenenti alla stessa unione monetaria) fra le cause più importanti della crisi che ha investito l’eurozona.

Da qui l’idea di strumenti di coordinamento delle politiche economiche nazionali più efficaci di quelli disponibili attualmente (rivelatisi per ora assai poco incisivi), e in grado potenzialmente di “costringere” i membri dell’eurozona a fare le riforme necessarie.

Contratto
L’idea del “contratto” (espressione mutuata dal diritto privato e quindi assai infelice se utilizzata per definire un sinallagma tra stati membri e Commissione) nasce dall’esigenza di assicurare agli stati membri un maggiore coinvolgimento (ownership) nell’individuazione e definizione delle riforme da adottare, e alla Commissione/Consiglio un ruolo più incisivo nella fase di “enforcement” degli impegni assunti dagli stati membri.

Si tratta quindi di uno sviluppo della procedura di coordinamento delle politiche economiche sviluppata nel semestre europeo (concretizzatasi finora con le Raccomandazioni indirizzate annualmente dalla Commissione e dal Consiglio ai singoli Paesi membri dell’Unione), nella direzione di un processo più strutturato, più vincolante, maggiormente in grado di coinvolgere governi e parlamenti nazionali, e possibilmente dotato di incentivi.

Con i contratti o partenariati si tenta di introdurre un principio di cogenza e obbligatorietà a forme di coordinamento che finora sono state unicamente affidate strumenti soft (“moral suasion”, “peer pressure” o in alcuni casi “name and shame”).

Resistenze
Appare evidente quanto potenzialmente divisiva è apparsa l’idea fin dall’inizio e quanto forti siano state le resistenze nei confronti di un processo che potrebbe ulteriormente limitare i residui margini di sovranità nazionale, già fortemente condizionata in materia di politiche fiscali e di bilancio.

Il Consiglio europeo ha tenuto conto delle numerose riserve e preoccupazioni e ha adottato una soluzione salomonica che: fissa alcuni principi ispiratori dei futuri contratti e indica un percorso che dovrebbe permettere di arrivare a una vera e propria decisione nell’ottobre 2014. Ciononostante, questa soluzione è vaga sulla controversa materia degli incentivi.

In sintesi è stato accolto il principio della necessità di un coordinamento più efficace delle politiche economiche nazionali da realizzare attraverso lo strumento di partenariati “basati su contratti reciprocamente accettati” fra stato membro e Commissione/Consiglio.

Questi contratti si applicheranno a tutti i membri dell’eurozona ad eccezione di quelli sottoposti a un programma di aggiustamento, ma potranno essere estesi anche a paesi non membri (su base volontaria). Avranno poi ad oggetto un ampio spettro di politiche destinate ad avere un impatto su crescita e occupazione (funzionamento del mercato del lavoro e dei prodotti, ma anche istruzione innovazione, ricerca e efficienza della pubblica amministrazione) e saranno in linea di principio “politicamente vincolanti”. Diventeranno “legalmente vincolanti” quando associati a meccanismi di solidarietà.

Incentivi
La parte relativa agli incentivi, o meccanismi di solidarietà, da mettere a disposizione di quei paesi che faranno le riforme concordate nei contratti è l’elemento più debole delle conclusioni del Consiglio europeo. Le indicazioni, effettivamente molto scarne e comunque più caratterizzate da limiti e divieti che da raccomandazioni sul da farsi, lasciano intendere che gli incentivi sarebbero di natura finanziaria.

È tutt’altro che chiaro però da quale voce del già striminzito bilancio dell’Ue si dovrebbero ricavare le relative risorse, anche perché è esplicitamente esclusa ogni ipotesi di revisione (verso l’alto) dei tetti di spesa faticosamente definiti nell’accordo di pochi mesi fa sul quadro finanziario multiannuale per il periodo 2014-2020.

Le caratteristiche del contratto, l’individuazione delle politiche cui si applicherebbero e soprattutto la definizione dei meccanismi di solidarietà saranno approfonditi nei prossimi mesi e fino al prossimo ottobre.

Sarà quindi un lavoro che impegnerà anche la presidenza italiana. Un’ottima occasione per trasformare un ulteriore vincolo esterno in un’opportunità. Dovremmo impegnarci per ottenere alcuni risultati irrinunciabili e corrispondenti ai nostri interessi: un’effettiva estensione dei contratti a tutti i membri dell’eurozona senza eccezioni (con la possibilità di chiedere riforme strutturali anche ai paesi creditori, e magari un aggiustamento meno asimmetrico tra nord e sud dell’eurozona), un effettivo coinvolgimento di governi di parlamenti nazionali nella individuazione delle riforme da fare; meccanismi incentivanti credibili e praticabili.

Più che puntare su incentivi finanziari difficili da reperire in assenza di una autonoma e innovativa capacità fiscale dell’eurozona (ancora in divenire), occorrerebbe forse cercare di ottenere maggiore flessibilità sui tempi di rispetto degli obiettivi concordati per la riduzione di deficit e debito e magari anche sul calcolo (ai fini dei deficit e del debito) degli investimenti pubblici “virtuosi”.

Ferdinando Nelli Feroci è presidente dello IAI.
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domenica 5 gennaio 2014

Volume Palazzo Salviati. Il concetto guida



L'dea base del volume che si sta preparando su Palazzo Salviati, come già annunciato in post precedenti, è incentrata sul fatto di superare la Storia della Famiglia Salviati, ma di prendere in considerazione l'area attorno alla quale e dove è stato costruito Palazzo Salviati. Di questa area descrive in forma  "QB" ovvero quanto basta, senza andare oltre, tutto quello che vi è successo attraverso i secoli, cercando di far emergere curiosità, aneddotti ed altre partcolarità.
Così si riuscirà a creare un volume che possa attrarre anche altri, non solo coloro interessati al CASD ed alle sue attività

L'area individuata è l'anza del Tevere poco più a sud delPonte Elio e poco più a nord del Ponte Sisto, alle falde del Gianicolo li dove una volta era stato creato il Porto Leonino, utilizzato per il rifornimento di acqua dolce dalle navi che risalivano il Tevere